
31) Seneca. Il divino nell'anima.
    Seneca suggerisce la presenza del divino in noi per spiegare
guegli atti di virt, che sembrano superiori alle possibilit
dell'uomo. Ci che  dentro di noi, l'anima,  ci che veramente
vale

Lettere a Lucilio, 41 (vedi manuale pagina 201).

1   Fai cosa ottima e per te vantaggiosa se, come scrivi, persisti
nel cercar di raggiungere la saggezza, che  da stolto domandare
agli dei, mentre la puoi ottenere da te stesso. Non dobbiamo
innalzare le mani al cielo n pregare il guardiano del tempio, che
ci permetta di avvicinarci agli orecchi della statua del dio,
quasi che cos potessimo pi facilmente essere ascoltati: la
divinit ti sta vicino,  con te,  dentro di te. Eccoti la mia
opinione, o Lucilio: in noi dimora uno spirito divino, che osserva
e spia i nostri vizi e le nostre virt: esso si comporta con noi,
come noi ci siamo comportati con lui. In verit nessun uomo 
virtuoso se privo di un dio: forse che qualcuno pu essere
superiore ai capricci della fortuna senza essere aiutato da lui?
Egli d consigli nobili ed elevati: in ciascuno uomo virtuoso
(qual dio abiti non si sa) certo abita un dio.
2   [...] Se vedrai un uomo che non si lascia spaventare dai
pericoli, turbare dalle passioni, sereno tra le avversit, calmo
in mezzo alla tempesta, che sa guardare agli altri uomini
dall'alto, gli dei come suoi pari: non sarai preso verso di lui da
un sentimento di venerazione? non dirai: cotesto essere  troppo
grande ed elevato perch possa essere stimato simile al
corpicciuolo in cui si trova? In esso  discesa una forza divina:
uno spirito superiore, fermo, che trascura tutte le cose
considerandole di troppo poca importanza, si ride di quanto noi
temiamo e desideriamo, ed  mosso da una potenza celeste. Non pu
un essere cos grande mantenersi saldo senza il sostegno della
divinit: perci colla pi nobile parte di se stesso sta l donde
 disceso.
3   [...] Quel tale ha una bella servit, una casa sontuosa,
coltiva molto terreno, d molto denaro ad interesse: nessuna di
queste cose  dentro di lui, ma tutte sono attorno a lui. Loda in
quella persona ci che non pu essere tolto n dato, ci che 
proprio dell'uomo. Vuoi sapere di che cosa si tratta? dell'animo
e, nell'animo, di una ragione perfetta. Infatti l'uomo  un
animale ragionevole: pertanto se egli riesce a compiere ci per
cui nasce, raggiunge pienamente il suo vero bene. Ma che cosa
esige da lui la ragione? una cosa facilissima, il vivere secondo
natura. Ma la rende difficile la comune dissennatezza: ci
spingiamo a vicenda verso i vizi

 (Seneca, Lettere a Lucilio, UTET, Torino, 1951, pagine 134-136).

